C.A.P. COORDINAMENTO ARTISTI PUGLIESI
AGAMENNONE - FINALE DI CANTIERE TEATRALE
progetto Attivita' di laboratorio e Produzione teatrale
in coproduzione con il Comune di Andria – Assessorato alla Cultura
con la collaborazione del centro di aggregazione Insieme per Camaggio - Teatro Stabile delle Marche corso ifts tecnico superiore di teatro educativo e sociale - si ringrazia Pane e Pomodoro
teatro minimo
Agamennone
finale di cantiere teatrale
direzione del cantiere e regia Simone Levantesi, Matteo Ripari, Michele Sinisi, Clizia Tanoni
organizzazione Antonella Papeo
con Michele Altamura, Giancarlo Attolico, Angela Bafunno, Anna Catapano, Michele D’Avanzo, Roberto De Chirico, Luana Erminio, Maria Ganciano, Alessandra Gattullo, Nicoletta Guastamacchia, Marianna Inchingolo, Antonio Memeo, Francesca Merba, Gerardo Paolicelli , Mirianna Porro, Fabrizio Sinisi, Aurora Tota, Maria Tursi, Valentina Vecchio, Mariangela Zingaro
11 – 12 ottobre ore 19.30
presso il complesso Oberdan via Dott. Camaggio (nei pressi di Porta S. Andrea) Andria – info: 0883593799
progetto Attivita' di laboratorio e Produzione teatrale
in coproduzione con il Comune di Andria – Assessorato alla Cultura
con la collaborazione del centro di aggregazione Insieme per Camaggio - Teatro Stabile delle Marche corso ifts tecnico superiore di teatro educativo e sociale - si ringrazia Pane e Pomodoro
teatro minimo
Agamennone
finale di cantiere teatrale
direzione del cantiere e regia Simone Levantesi, Matteo Ripari, Michele Sinisi, Clizia Tanoni
organizzazione Antonella Papeo
con Michele Altamura, Giancarlo Attolico, Angela Bafunno, Anna Catapano, Michele D’Avanzo, Roberto De Chirico, Luana Erminio, Maria Ganciano, Alessandra Gattullo, Nicoletta Guastamacchia, Marianna Inchingolo, Antonio Memeo, Francesca Merba, Gerardo Paolicelli , Mirianna Porro, Fabrizio Sinisi, Aurora Tota, Maria Tursi, Valentina Vecchio, Mariangela Zingaro
11 – 12 ottobre ore 19.30
presso il complesso Oberdan via Dott. Camaggio (nei pressi di Porta S. Andrea) Andria – info: 0883593799
L’Agamennone di Eschilo è la prima parte dell’Orestea, l’unica trilogia giuntaci interamente. Qui si narra il ritorno del re Agamennone ad Argo, dopo la guerra di Troia, e la sua morte per mano della sua sposa Clitennestra.
L’uccisione era già stata presagita dalla schiava del re, Cassandra, e temuta o messa in conto dal popolo argivo. Presagi e paure che colorano il testo gettando le basi del dramma che riguarda l'intera trilogia. Vi è l’ambiguità nel sogno, della previsione: al culmine dell'atto di forza, vi è anche il segno che annuncia la sconfitta.
Altro aspetto intorno al quale è costruito l’intero dramma è la follia dell’uomo, Agamennone, che giunge ad uccidere per ambizione e sete di gloria, sacrificando la figlia Ifigenia, e viene per questo punito dalla giustizia divina. Così Agamennone diviene colpevole, per il desiderio di pagare qualsiasi prezzo per la vittoria.
Col suo assassinio invece il personaggio Clitennestra introduce la dimensione dell'adesione individuale alle proprie azioni. La tradizionale affermazione secondo cui tutto è mosso da Zeus, qui arriva a complicazione. Clitennestra non è più semplicemente lo strumento del fato, ma contemporaneamente il fondamento del pensiero occidentale da cui la legge di causa ed effetto e la "libertà" individuale. Clitennestra è contemporaneamente la mano della giustizia che ripaga con la stessa moneta lo sposo Agamennone, l'assassino della figlia, e colei che assume, sia pure ancora confusamente, le proprie responsabilità: io l'ho ucciso.
Da ciò nasce il senso della tragedia.
L'Agamennone, così come tante altre tragedie greche, ravviva in noi una visceralità che credevamo assopita o addirittura estinta e di cui oggi troviamo un'eco solo in alcuni fatti di cronaca, che non a torto vengono definiti "incredibili", cioè difficili addirittura da rappresentarci. Questo però dipende solo dalla nostra frigidità emotiva, che dopo duemila anni di buoni propositi nemmeno riconosce più le nostre componenti più profonde. Quanti, ad esempio, potrebbero veramente ammettere di essere stati tanto colpiti da un torto subito, che potrebbero commettere efferati omicidi? Quanti sono sufficientemente in sintonia con il proprio mondo interiore e hanno familiarità con esso? Quanti veramente comprendono che conoscere questo mondo è l'unica via per non soccombervi?
Michele Sinisi
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